Kinesiologia Applicata

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  • Categoria dell'articolo:Salute & Benessere
  • Ultima modifica dell'articolo:18 Giugno 2021
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Cos’è la Kinesiologia Applicata e come può essere utilizzata nell’ambito della Posturologia?

La Kinesiologia Applicata (K.A.) è stata ideata nel 1964 dal chiropratico americano George Goodheart che riuscì a dimostrare l’interazione tra muscoli, organi e meridiani dell’agopuntura e la relazione tra lo stress e il tono muscolare. Infatti la K.A. è basata sul legame esistente tra le diverse funzioni del corpo e la variazione di forza del muscolo accertata attraverso l’utilizzo dei test muscolari.

Il dott. Goodheart osservò, nell’esecuzione dei consueti test muscolari, che alcuni muscoli, risultanti deboli ai test, recuperavano rapidamente il tono se stimolati adeguatamente alle inserzioni. Notò anche che spesso in questa sede si formavano degli accumuli che, a seguito della stimolazione, tendevano a scomparire insieme al recupero della forza.

Non restava altro che approfondire.

Studiò quindi l’aspetto neuromuscolare alla base del controllo del tono muscolare per scoprire una serie di relazioni con le varie strutture del corpo. Si riferisce al sistema viscerale, vascolare, osteo-articolare e con la sfera emozionale.

Goodheart scoprì che era possibile “rinforzare” od “”indebolire” i muscoli semplicemente stimolando dei punti riflessi.
Osservò che tutto il corpo subiva una modificazione nella struttura, nella biochimica e nella psiche. In pratica quelli che vengono considerati “i tre livelli fondamentali” e che costituiscono il triangolo della salute così come raffigurato nello schema di base della K.A.

In quest’ottica riprende i lavori di Chapman che nel 1930 fu il primo ad individuare dei punti sul corpo che, se stimolati, aumentavano il drenaggio del sistema linfatico corrispondente ai singoli muscoli che ne riattivavano il tono muscolare.. Nella stessa maniera si rifà agli studi di Bennet che scoprì dei punti sistemati sul cranio in grado di migliorare l’irrorazione sanguigna di organi e muscoli.

Goodheart riuscì quindi ad elaborare una mappa di punti riflessi che ancora oggi è riconosciuta valida dalla K.A.

Inoltre, in veste di chiropratico, approfondisce l’interazione tra il sistema cranio-sacrale con quello miofasciale.
A conclusione del suo percorso “olistico” Goodheart incontra la Medicina Cinese. Scopre e verifica che ad ogni singolo muscolo corrisponde non solo un organo o un viscere, ma anche un meridiano energetico che se stimolato può anch’esso avere un effetto benefico a distanza nel rinvigorire il muscolo stesso.

Da qui la sua teoria su I Cinque Fattori del Forame Intervertebrale.

Goodheart mette in relazione il sistema nervoso, quello linfatico, il sistema vascolare, il movimento respiratorio primario ed i meridiani energetici. Ad ogni fattore attribuisce una sigla (che completano lo schema di base della K.A.) e quindi:
 – Sistema Nervoso (N)
   disturbi dovuti a sublussazioni spinali che si possono risolvere attraverso manovre di sblocco         vertebrale     e punti riflessi spinali.
Sistema Linfatico (NL)
   alterazione del flusso linfatico che è possibile migliorare con la stimolazione dei punti                                               neurolinfatici.
Sistema Vascolare (SV)
   alterazione del flusso sanguigno, che è possibile migliorare con la stimolazione dei punti                                         neurovascolari.
Liquido Cerebrospinale (CSF)
   alterazione del liquor tra le meningi con “blocco della respirazione primaria”, che è possibile           migliorare     con le manovre cranio-sacrali.
Medicina Cinese (AMC)

   alterazione del libero fluire dell’energia (Ki o Qi), che è possibile riequilibrare attraverso la                                         stimolazione o massaggio dei meridiani energetici.

TEST MUSCOLARE KINESIOLOGICO

Il test si effettua chiedendo al soggetto di resistere alla pressione che il kinesiologo applica su un arto per verificare il tipo dio risposta. Si differenzia dal test muscolare tradizionale in quanto non misura la forza, ma la stabilità del circuito neuro-muscolare. Si testa la capacità del soggetto di mantenere la posizione con uno sforzo proporzionale alla pressione del terapeuta.

Infatti il kinesiologo applica una piccola forza per testare un muscolo dal quale riceverà in risposta la chiusura del circuito (LOCK) o la “debolezza” del muscolo. In realtà il termine debole è inesatto proprio perché non si testa la forza, ma ancora oggi è utilizzato per indicare quel muscolo che al test non riesce a chiudere il circuito perché influenzato da uno dei fattori esterni al controllo neuromuscolare.

Le risposte al test possono essere di tre tipi:
FORTE – CARICO – STABILE – ON
DEBOLE – SCARICO – INSTABILE – OFF
CONGELATO – BLOCCATO – STOP
 
La Kinesiologia Applicata può essere utilizzata in vari ambiti, come la Posturologia, ed è uno strumento non invasivo, assolutamente non doloroso e capace di dare nel breve tempo delle risposte per quanto riguarda squilibri energetici e altresì ovviare agli stessi con delle semplici ma efficaci manovre.

Personalmente lo utilizzo molto nella mia pratica quotidiana. E’ uno strumento che mi permette di interrogare velocemente il Sistema Tonico Posturale. Lo utilizzo molto per testare eventuali interferenze tra questi e alcuni ausili come bite, solette, occhiali ecc. Molto utile anche per valutare le attività delle cicatrici come elemento di perturbazione del STP.

NB: la medicina ufficiale, che tratta patologie, non può essere sostituita dalla Kinesiologia Applicata.

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